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Kılıç Hukuk

Controversie contrattuali

Conseguenze del fallimento della società di capitali appaltatrice durante l’esecuzione di un contratto di appalto pubblico

27 ottobre 2025

I contratti di appalto pubblico sono contratti di diritto privato stipulati tra le stazioni appaltanti rientranti nell’ambito della Legge n. 4734 sugli appalti pubblici (KİK) e le imprese appaltatrici. Tali contratti sono eseguiti ai sensi della Legge n. 4735 sui contratti di appalto pubblico (KİSK). Tuttavia, per poter eseguire il contratto, gli appaltatori devono mantenere la propria situazione economica e finanziaria al livello dichiarato in gara e non fallire. Poiché il fallimento della società di capitali durante l’esecuzione del contratto incide negativamente sul soddisfacimento tempestivo e a condizioni adeguate delle esigenze pubbliche, tale situazione è disciplinata dettagliatamente dalla normativa sugli appalti.

Conseguenze del fallimento della società di capitali appaltatrice durante l’esecuzione di un contratto di appalto pubblico

I- Introduzione
I contratti di appalto pubblico sono contratti di diritto privato stipulati tra le stazioni appaltanti rientranti nell’ambito della Legge n. 4734 sugli appalti pubblici (KİK) e le imprese appaltatrici.
Tali contratti sono eseguiti ai sensi della Legge n. 4735 sui contratti di appalto pubblico (KİSK). Tuttavia, per poter eseguire il contratto, gli appaltatori con i quali viene stipulato devono mantenere la propria situazione economica e finanziaria al livello dichiarato in gara e non fallire. Poiché il fallimento della società di capitali durante l’esecuzione del contratto incide negativamente sul soddisfacimento tempestivo e a condizioni adeguate delle esigenze pubbliche, tale situazione è disciplinata dettagliatamente dalla normativa sugli appalti.
Nel nostro articolo saranno valutati gli effetti sul processo di esecuzione del contratto di appalto pubblico nel caso in cui l’appaltatore sia un’unica società di capitali e tale società fallisca.

II- Significato del fallimento della società di capitali
Le società di capitali comprendono le società per azioni, le società a responsabilità limitata e le società in accomandita per azioni.  Attualmente, alle gare pubbliche partecipano soprattutto società a responsabilità limitata e società per azioni.
Il fallimento consiste nella liquidazione dell’intero patrimonio del debitore e nella sua distribuzione paritaria tra i creditori. Con la dichiarazione di fallimento cessa il potere di disposizione della società sul proprio patrimonio e tale potere passa all’“amministrazione fallimentare”. La persona giuridica societaria entra nella procedura di liquidazione. In tal modo, gli organi amministrativi della società perdono la capacità di adempiere alle disposizioni contrattuali e diviene impossibile proseguire il contratto di appalto pubblico.
Il tribunale competente a dichiarare il fallimento delle società di capitali è il “Tribunale commerciale di primo grado” nella cui circoscrizione si trova la sede legale della società. Se il tribunale accerta che la società presenta un patrimonio netto negativo o non è in grado di pagare i propri debiti, dichiara l’apertura del fallimento. La decisione viene redatta con motivazione e notificata, tramite la cancelleria del tribunale, all’amministrazione fallimentare e alle istituzioni interessate. Il fallimento della società viene inoltre pubblicato nella Gazzetta del Registro delle Imprese e, tramite l’Agenzia per gli annunci sulla stampa, sul Portale ufficiale degli annunci.  

III- Fallimento dell’appaltatore nei contratti di appalto pubblico  
Le conseguenze giuridiche del fallimento della società appaltatrice durante l’esecuzione di un contratto disciplinato dalla KİSK sono espressamente indicate nella KİSK. 

L’articolo 17 della KİSK, rubricato “Morte, fallimento, grave malattia, arresto o condanna dell’appaltatore”, dispone: “In caso di morte, fallimento, grave malattia, arresto o condanna dell’appaltatore a una pena restrittiva della libertà, si applicano le seguenti disposizioni:
…
b) In caso di fallimento dell’appaltatore, il contratto viene risolto e si procede nei suoi confronti ai sensi degli articoli 20 e 22, fatta eccezione per l’esclusione dalle gare.”,

Il secondo comma dell’articolo 18 della KİSK, rubricato “Morte, fallimento, grave malattia, arresto o condanna qualora l’appaltatore sia un raggruppamento temporaneo d’imprese”, dispone: “In caso di morte, fallimento, grave malattia, arresto, condanna a una pena restrittiva della libertà o scioglimento di uno dei partecipanti diverso dal mandatario o dal coordinatore, gli altri partecipanti adempiono l’impegno assumendo anche le responsabilità che l’opera poneva a carico di tale partecipante, compresa la garanzia…”,

L’articolo 20 della KİSK, rubricato “Risoluzione del contratto da parte della stazione appaltante”, dispone: “La stazione appaltante risolve il contratto nei seguenti casi:

a) Qualora, a seguito dell’inadempimento dell’appaltatore all’impegno conformemente ai documenti di gara e alle disposizioni contrattuali oppure del mancato completamento dell’opera entro il termine previsto, la medesima situazione persista nonostante la diffida della stazione appaltante, della durata di almeno dieci giorni e con l’indicazione esplicita dei motivi, fermo restando che si applica una penale per ritardo nella misura stabilita nei documenti di gara,  

 b) Qualora, durante l’esecuzione del contratto, venga accertato che l’appaltatore ha commesso uno degli atti o tenuto uno dei comportamenti vietati elencati nell’articolo 25, 

In tali casi, senza necessità di ulteriore protesto, la garanzia definitiva e le eventuali garanzie definitive supplementari vengono acquisite come entrate, il contratto viene risolto e il relativo conto viene liquidato secondo le disposizioni generali.” Queste sono le disposizioni previste.
Come si evince dalle disposizioni sopra riportate, quando la società di capitali appaltatrice dell’opera fallisce, il contratto viene risolto unilateralmente dalla stazione appaltante. Il fallimento implica infatti che l’appaltatore non sia in grado di adempiere la propria prestazione. In caso di fallimento della società appaltatrice, è obbligatoria l’applicazione dell’articolo 20 della KİSK, vale a dire la risoluzione del contratto e la successiva liquidazione.  

IV- Risoluzione del contratto e operazioni di liquidazione in caso di fallimento dell’appaltatore
In caso di fallimento dell’appaltatore, il contratto viene risolto ai sensi dell’articolo 17 della Legge n. 4735 e, fatta eccezione per l’esclusione dalle gare, si procede nei suoi confronti alla risoluzione del contratto ai sensi degli articoli 20 e 22 della Legge n. 4735, dando avvio alle operazioni di liquidazione.  
La garanzia definitiva e la garanzia definitiva supplementare appartenenti all’appaltatore fallito vengono acquisite come entrate, poiché hanno natura di credito pubblico. Il trasferimento della garanzia alla massa fallimentare non è possibile in virtù della disposizione contenuta nell’ultimo comma dell’articolo 34 della KİK, secondo cui “Le garanzie ricevute dalla stazione appaltante non possono essere sottoposte a pignoramento né a provvedimenti cautelari, per nessun motivo.” Le garanzie acquisite come entrate non possono essere imputate a compensazione del debito dell’appaltatore.
Dopo la risoluzione del contratto, il rapporto con l’appaltatore cessa mediante l’espletamento delle operazioni di liquidazione. A tal fine, alla data di approvazione della risoluzione del contratto, lo stato corrente dei lavori viene accertato da una commissione nominata dalla stazione appaltante, congiuntamente all’appaltatore o al suo rappresentante, e viene redatto un "Verbale di accertamento dello stato dei lavori". Qualora l’appaltatore o il suo rappresentante non siano presenti, tale circostanza viene indicata nel verbale. Nell’ambito della liquidazione, gli stati di avanzamento (SAL) relativi ai lavori eseguiti dall’appaltatore fallito per la stazione appaltante e gli altri suoi crediti vengono comunicati alla massa fallimentare. Inoltre, i danni e le perdite subiti dalla stazione appaltante a causa della risoluzione del contratto vengono posti a carico dell’appaltatore a titolo di risarcimento.
I soci della società di capitali fallita sono responsabili nei confronti della società esclusivamente nei limiti del capitale che si sono impegnati a conferire.  Tuttavia, qualora il fallimento della società sia dovuto al fatto che l’appaltatore non ha agito con la diligenza di un commerciante avveduto, è altresì possibile avviare un procedimento penale nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 162 del Codice penale turco, rubricato “Fallimento colposo”. 

V. Conclusione
Ai sensi della KİSK, la società di capitali fallita non può proseguire l’esecuzione del contratto di cui è appaltatrice. Pertanto, sarebbe opportuno che gli appaltatori individuassero tempestivamente l’eventuale stato di insolvenza che rende difficoltosa l’esecuzione del contratto e comunicassero in tempo utile alla stazione appaltante di avere avviato le procedure fallimentari. In caso contrario, la stazione appaltante potrebbe subire un danno, del cui risarcimento potrebbero essere chiamati a rispondere gli amministratori della società.
A nostro avviso, sarebbe altresì opportuno che i tribunali che dichiarano il fallimento ne dessero immediata comunicazione alle amministrazioni pubbliche con le quali la società fallita ha stipulato contratti. La conoscenza di tale situazione da parte delle amministrazioni consentirebbe infatti di risolvere quanto prima il contratto e di evitare interruzioni dei servizi pubblici mediante l’indizione di un’altra gara in sua sostituzione.
Inoltre, nell’applicare le sanzioni nei confronti dell’appaltatore il cui fallimento è stato dichiarato, le stazioni appaltanti non dispongono del potere discrezionale di astenersi dal compiere le operazioni sopra indicate. Pertanto, le disposizioni della normativa sugli appalti devono essere applicate senza ritardo e nel rispetto della procedura. 27.10.2025

İlyas KILIÇ
Esperto di amministrazione pubblica – Consulente in diritto degli appalti

Presidente del Consiglio di amministrazione di Kılıç Kurumsal Danışmanlık A.Ş.

Fonti:

  1. Legge sugli appalti pubblici
  2. Legge sui contratti di appalto pubblico
  3. Legge sull’esecuzione forzata e sul fallimento
  4. Codice penale turco

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